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Serafino Aquilano

Sonetti e altre rime
a cura di Antonio Rossi

2005, pp. 644, € 45,00

 

Poeta, suonatore di liuto e compositore musicale, celebrato cantore e perfino attore, Serafino Aquilano (L'Aquila 1466 - Roma 1500) fu personaggio conteso negli ambienti di corte dell'ultimo Quattrocento: eccolo dunque nella Roma di Innocenzo VIII e Alessandro VI, a Napoli presso gli Aragonesi, a Urbino su invito di Elisabetta Gonzaga, a Mantova al servizio di Isabella d'Este e Francesco Gonzaga, a Milano ospite di Ludovico il Moro e Beatrice.

La sua produzione può essere considerata rappresentativa della cosiddetta "poesia cortigiana", contrassegnata da un'ampia varietà di metri (fra cui le forme meno "nobili" dello strambotto e della barzelletta), generi, temi (soprattutto di carattere amoroso) e modelli letterari (Petrarca, utilizzato alla stregua di repertorio di materiali cui liberamente attingere, ma anche Dante, la lirica laurenziana e la tradizione partenopea), così come da una fisionomia linguistica eterogenea. Nel volume vengono pubblicati in edizione critica e commentata i sonetti, le barzellette, le egloghe, le epistole e i capitoli del poeta-musico abruzzese, nonché una sua opera teatrale messa in scena nel 1495 a Mantova (la Representatione); in appendice trovano posto le lettere sin qui rintracciate e la prefazione di Francesco Flavio all'editio princeps (1502), silloge su cui si fonda la fortuna editoriale delle rime serafiniane nella prima metà del Cinquecento.

 

Indice

Introduzione  n Nota bio-bibliografica  n Abbreviazioni bibliografiche  n Sonecti  n Barzelle  n Egloghe  n Epistole  n Capitoli  n Representatione  n Appendice  n Lettere Prefazione di Francesco Flavio  n Nota al testo  n Apparato critico  n Indice dei capoversi  n Indice tematico e stilistico  n Indice delle voci annotate  n Indice dei nomi