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Manfred Hinz
I mezzi umani e i mezzi divini.
Cinque commenti a Baldasar Gracián

2005, pp. 240, € 35,00

 

Il gesuita aragonese Baltasar Gracián (1601-1658) è senza dubbio il più importante ed acuto teorico della società aristocratica europea. Il suo celebre Oràculo manual y arte de prudencia (1647) sottrasse persino il primato del Libro del Cortegiano di Baldasar Castiglione sul mercato librario europeo e divenne punto di partenza obbligatorio per le strategie cortigiane fino a '800 inoltrato. A differenza di Castiglione, Gracián teorizza esplicitamente la strategia della dissimulazione, trasformando la retorica cortigiana in un'ermeneutica degli enunciati altrui.

Il primo capitolo del libro analizza gli influssi su Gracián del modello castiglionesco. Il secondo capitolo collega la sua predilezione per espressioni paradossali e sorprendenti alla pratica della emulazione nei collegi gesuitici. Il terzo ed il quarto capitolo commentano alcuni aforismi centrali dell'Oràculo manual, conducendo il lettore nel campo della novellistica medievale spagnola e nel dibattito teologico intorno alla "giustificazione". Il quinto capitolo esamina infine il rapporto tra l'estetica di Gracián (Agudeza y arte de ingenio, 1648) e la riforma ramistica del trivium.

 

Indice

Prefazione n I. Castiglione e Gracián. Due strategie per la lingua di corte  n II. Gracián, Velleio Patercolo e la aemulatio n III. Mentire con la verità. Baltasar Gracián eJuan Manuel n IV. I mezzi umani e i mezzi divini. Un commento all’Aforisma 251 dell’Oraculo manual  n V. Agudeza y progysnamnata n Bibliografia