13. Andrea Gareffi

Le voci dipinte

Figura e parola nel Manierismo italiano

1981, 180 pagine, esaurito

 

L’immagine simbolica di Narciso e di Eco attraversa tutta l’esperienza culturale del Cinquecento, sovraccaricandosi di significati e di allusioni, tra chiarezze ed ambiguità: immagine del complesso e sofisticato rapporto che si istituisce tra l’universo della parola e quello della figura, tra le loro rispettive funzioni comunicative, nel loro essere segni di sistemi non separati, bensì sempre più strettamente correlati, intrecciati. Caro, Della Casa, Vasari, Borghini, Tasso, Bruno, Delminio: protagonisti di questa "diffrazione incomponibile", di questa differenza/ripetizione che può assumere il nome di Manierismo. Un sistema di "opposti": autonomi, ritratti, ridotti, riflessi, speculari.

Indice

Introduzione n Eco e Narciso n La diffrazione incomponibile del Manierismo, le mitologie irrelate n 1. Annibal Caro, Taddeo Zuccari e Alessandro Farnese. L’autonomia manieristica degli opposti, la loro sospensione n 2. Giovanni della Casa e il Galateo. La retrazione manieristica degli opposti, il loro riconoscimento n 3. Giorgio Vasari, Vincenzo Borghini. La riduzione manieristica degli opposti, l’arte naturale n 4. Torquato Tasso e la Gerusalemme. La riflessione manieristica degli opposti, la finzione vera n 5. Giordano Bruno e Giulio Camillo Delminio. Lo specchio manieristico degli opposti, l’ombra che assorbe l’eco.