Duello e onore nella cultura del Cinquecento
1982, 236 pagine, L. 30.000
Le biblioteche, nella tradizione letteraria, ospitano collezioni di codici cavallereschi, da quella di Don Chisciotte a quella del Don Ferrante manzoniano e furono gli scrittori, prima che gli studiosi, a comprendere che il fenomeno della scienza cavalleresca andava inserito allinterno della "galassia Gutenberg", a riconoscere che la sua importanza storica e culturale risiedeva nellessere stato un evento editoriale e letterario prima che di costume: lo testimonia la funzione primaria che il tema del duello, ad esempio, acquista nellopera di Tasso e di Cervantes. Era unepoca in cui ogni gentiluomo era spinto ad assumere nel linguaggio (e nella mentalità) le formule del linguaggio dellonore, finendo per utilizzarle, con finalità espressive, anche in testi letterari. Ma la scienza cavalleresca restò sempre ben lontana dallelaborare un proprio lessico organico: ebbe la propria ragione di esistere soprattutto nella sua funzione fatica, vale a dire che ciò che realmente importava non era stato tanto loggetto del discorso (cioè il duello) e neppure il sistema delle norme, il codice, che lo regolava quanto piuttosto la possibilità di stabilire e mantenere la comunicazione tra i possibili fruitori di quel codice, latto capace di individuare una comunità sociale e culturale.
Indice
Premessa n 1. La biblioteca di don Ferrante n 2. Il sistema dellonore n 3. Duello e stampa n 4. Prolegomeni alla scienza cavalleresca antica n 5. Il linguaggio della scienza cavalleresca n 6. "E pon la lancia in resta": per la tipologia del duello nei romanzi n 7. "Degne dun chiaro sol": Tasso e il duello n 8. Don Chisciotte e Sancio Pancia n Bibliografia n Indice dei nomi.