18. Francesco Erspamer

La biblioteca di Don Ferrante

Duello e onore nella cultura del Cinquecento

1982, 236 pagine, L. 30.000

 

Le biblioteche, nella tradizione letteraria, ospitano collezioni di codici cavallereschi, da quella di Don Chisciotte a quella del Don Ferrante manzoniano e furono gli scrittori, prima che gli studiosi, a comprendere che il fenomeno della scienza cavalleresca andava inserito all’interno della "galassia Gutenberg", a riconoscere che la sua importanza storica e culturale risiedeva nell’essere stato un evento editoriale e letterario prima che di costume: lo testimonia la funzione primaria che il tema del duello, ad esempio, acquista nell’opera di Tasso e di Cervantes. Era un’epoca in cui ogni gentiluomo era spinto ad assumere nel linguaggio (e nella mentalità) le formule del linguaggio dell’onore, finendo per utilizzarle, con finalità espressive, anche in testi letterari. Ma la scienza cavalleresca restò sempre ben lontana dall’elaborare un proprio lessico organico: ebbe la propria ragione di esistere soprattutto nella sua funzione fatica, vale a dire che ciò che realmente importava non era stato tanto l’oggetto del discorso (cioè il duello) e neppure il sistema delle norme, il codice, che lo regolava quanto piuttosto la possibilità di stabilire e mantenere la comunicazione tra i possibili fruitori di quel codice, l’atto capace di individuare una comunità sociale e culturale.

 

Indice

Premessa n 1. La biblioteca di don Ferrante n 2. Il sistema dell’onore n 3. Duello e stampa n 4. Prolegomeni alla scienza cavalleresca antica n 5. Il linguaggio della scienza cavalleresca n 6. "E pon la lancia in resta": per la tipologia del duello nei romanzi n 7. "Degne d’un chiaro sol": Tasso e il duello n 8. Don Chisciotte e Sancio Pancia n Bibliografia n Indice dei nomi.