19. Guido Baldassarri

Il sonno di Zeus

Sperimentazione narrativa del poema rinascimentale e tradizione omerica

1982, 296 pagine, L. 40.000

 

L’immaginario cinquecentesco perimetra ed esalta un luogo privilegiato: lo spazio dell’eroico, percorso e popolato dai sogni e dai fantasmi di una società nobiliare in quanto guerriera e persuasa che la natura del proprio onore consista tutta nel primato delle armi. Questo immaginario si costituisce in tante posizioni e figure (testuali e visive) che assumono i volti e i nomi di antichi e gloriosi guerrieri, intendono restituirne o trascriverne nel presente storico le imprese e celebrarne la virtù: una vera e propria genealogia dell’eroico. Un immaginario, soprattutto, fortemente connotato dalla presenza del grande archetipo, del testo che fonda nella cultura occidentale la stessa dicibilità dell’eroico: l’opera di Omero. Questo libro descrive e analizza le diverse forme del rapporto tra la cultura rinascimentale italiana e la tradizione omerica: tutte interne e radicate nel sistema del classicismo, ma disposte alla sperimentazione, alla ricerca di moduli e tecniche narrative originali. Bernardo Tasso, Luigi Alamanni, Giovan Giorgio Trissino, Giovan Battista Giraldi, e tanti altri tentano la via della scrittura eroica", assumendo una doppia partita di riferimenti: con Omero e la tradizione classica (Virgilio, Stazio, Valeriano, Apollonio Rodio, eccetera) da una parte, e con la tradizione del narrare cavalleresco di Boiardo e Ariosto, dall’altra. Ed è con Torquato Tasso che questa lunga e appassionata ricerca, la sua stessa ansia teorica (che provoca censure e aspri contrasti: segni scoperti della centralità che il problema dell’eroico ha nella cultura cinquecentesca), trovano una proposta esemplare per modernità e capacità innovativa.

Indice

1. "L’arme" e "gli amori" n 2. Innovazione, "miglioramento del costume", preterizione n 3. Fra "spazi" e "strutture" n 4. Dalla filologia all’esegesi n 5. Stratigrafie tassiane.