26. Ivano Paccagnella
Il fasto delle lingue
Plurilinguismo letterario nel Cinquecento
1984, 272 pagine, L. 45.000
La situazione della lingua letteraria del primo Cinquecento può trovare adeguata immagine nel labirinto: ai tanti percorsi possibili e praticati (le tante lingue letterarie) si correla organicamente una sola via duscita (la codificazione, appunto). Questo volume descrive la pluralità dei sistemi linguistici della letteratura cinquecentesca, con particolare riferimento allarea veneto-padana: un crogiolo formidabile e pressoché unico di esperienze e di testi, dal mitico Polifilo al macaronico, dal fidenziano al pavano. E negli stessi luoghi e negli stessi anni, il magistero di Bembo e degli altri grammatici veneti: sullo sfondo, poi, Venezia, capitale incontrastata del libro a stampa, e di quello in volgare soprattutto.
Un quadro certamente complesso, ma irriducibile alla ormai troppo angusta categoria formale e storiografica di "questione della lingua": in gioco è non soltanto lo statuto linguistico della comunicazione letteraria, il suo standard operativo attraverso il libro a stampa, ma anche lo statuto di alcuni generi particolari, come la "commedia delle lingue", e quindi, più in generale, è in gioco uneconomia della citazione e della parodia, un rapporto nuovo con le fonti.
Ricco di nuovi materiali linguistici e letterari, questo volume descrive analiticamente le diverse forme di quel complessivo processo di standardizzazione linguistica, cogliendole nella loro fase di autonomia espressiva e di originalità sperimentale, nel loro stesso rivendicato e praticato "fasto": il viluppo interno del labirinto, dunque, non la sua obbligata e sola uscita.
Indice
Introduzione n 1. Plurilinguismo, codificazione e riflessione linguistica nel primo Cinquecento n 2. Fonti, citazioni, parodie linguistiche n 3. Nicola Villani fra Adone e Coviello n Indice dei manoscritti n Indice degli argomenti, delle voci annotate e delle opere adespote n Indice dei nomi