37. Girolamo Parabosco

Il primo libro dei madrigali 1551

a cura di Nicola Longo

1987, 176 pagine, L. 25.000

 

La raccolta dei madrigali paraboschiani rappresenta un caso straordinario nella storia di questo genere di componimenti letterari, in quanto la sua unica edizione (che qui si ripubblica) risale al 1551, cioè ad alcuni decenni prima della grande fioritura madrigalistica cinquecentesca, legata al nome di Tasso. Parabosco, per i contemporanei, era, soprattutto, un musicista, allievo di Willaert (che lo aveva introdotto alla "musica nova", compositore di brani vocali e strumentali, straordinario organista). Tale raffinata professionalità emerge perfettamente nella particolare attenzione che egli dedica ad ordinare la scrittura di questi madrigali secondo scansioni ritmiche di grande effetto musicale, con risultati talvolta ingenui, talaltra eleganti, spesso efficaci.

Del resto, la stessa educazione letteraria del Parabosco non era trascurabile: in questo libro egli dimostra di saper adoperare la tradizione lirica trionfante ai suoi tempi: Petrarca è modello di vita e di poesia. Ugualmente, egli mette in gioco e fa funzionare, anche con grande abilità, le regole della retorica, per adattare i significanti al proprio progetto musicale; adopera la metrica, combinando sapientemente endecasillabo e settenario, per ottenere, quasi sempre, gradevoli esiti ritmici.

Indice

1. Girolamo Parabosco letterato e musicista n 2. Il primo libro dei Madrigali n 3. Tavola delle abbreviazioni n 4. Materiali e strumenti n Indice dei nomi