43. Claudia Di Filippo Bareggi

Il mestiere di scrivere

Lavoro intellettuale e mercato librario a Venezia nel Cinquecento

1988, 424 pagine, L. 55.000

 

Il mito rinascimentale di Venezia, il primato della sua libertà, trovano nel fragoroso mondo delle sue tipografie un referente di straordinaria rilevanza e immutato fascino: capitale europea del libro per decenni, Venezia è in grado di dar lavoro a una quota rilevante di professionalità nuove, comprese quelle di tipo culturale, non più in bilico tra la Chiesa e la Corte. Nelle tante botteghe, grandi e piccole, effimere e stabili, si crea lo spazio per la figura del redattore editoriale: impegnato a produrre in tempi brevissimi, sempre in affanno tra il mercato e le sue competenze. Questa stagione dura poco: il declino di Venezia porta altrove l’epicentro editoriale e culturale.

Di questa intensissima stagione il libro descrive analiticamente – con un notevole ricorso a fonti e materiali inediti nonché a rilevazioni quantitative giudiziosamente disposte – proporzioni e funzioni culturali e sociali, attraverso quattordici profili biografici, di grandi (o meno grandi) dominatori del mondo editoriale veneziano: Dolce, Domenichi, Ruscelli, Lando, Porcacchi, Toscanella, Ulloa, Franco, Brucioli, Sansovino, Betussi, Doni, Parabosco, Baldelli.

Un insieme formidabile per quantità e qualità quello cui pongono mano e sapere: uno spaccato di straordinario rilievo, che coinvolge l’assetto stesso dell’editoria veneziana.

Indice

Premessa n Sigle

Parte prima
Venezia: le ragioni di una scelta

1. Un centro di attrazione interregionale n 2. Un luogo di sicuro impiego

Parte seconda
Contributi per un profilo storico dell’intellettuale cinquecentesco

1. Per esser intellettuali: l’Accademia n 2. Circuiti epistolari e relazioni culturali: la figura del collaboratore editoriale n 3. Stampa e suggestioni religiose n 4. Fra Corte e stampa: quanto rende il lavoro intellettuale n 5. Stampa, cultura, società

Parte terza

Grafici e tabelle n Indice dei nomi