49. Lodovico Guicciardini

L’ore di ricreazione

a cura di Anne Marie Van Passen

1990, 552 pagine, L. 60.000

 

Fiorentino di grande famiglia (nipote del tanto più famoso Francesco), Lodovico Guicciardini è rappresentante emblematico della diffusione e del radicamento mercantile e affaristico in tutt’Europa della sua città di origine: ad Anversa risiede per quasi mezzo secolo e vi muore.

Tra le sue opere questo libro conquista un immediato e stabile successo, anche curiosamente bipartito, tra l’edizione non autorizzata che lo scaltro Francesco Sansovino opera a Venezia nel 1565 (e autonomamente più volte ristampata, con il titolo Detti e fatti piacevoli e gravi di diversi principi, filosofi e cortigiani), e quella curata dall’autore ad Anversa, con il titolo L’ore di ricreazione, prima nel 1568 e poi, ampiamente rivista, nel 1583.

Un vasto repertorio di luoghi comuni, una compiuta topica di moralità e piacevolezze, una imponente fabbrica del buon senso comune: all’insegna delle parole d’ordine costitutive del Classicismo rinascimentale, a partire dall’utile dulci.

Di formidabile efficacia, almeno a stare alla serie impressionante delle ristampe e delle traduzioni (in francese, in tedesco, in inglese, in spagnolo): un totale di circa settanta edizioni, fino a tutto il Seicento.

Ancora un segno del primato culturale italiano nell’Europa delle Corti e dei grandi imperi, anche commerciali. Di questo repertorio di moralità piacevoli il volume non soltanto ricostruisce la storia testuale ed editoriale, ma documenta la fittissima trama citazionale: il sapere degli Antichi è finemente triturato e restituito alle necessità dei Moderni.

Indice

Introduzione n L’ore di ricreazione. Libro primo n L’ore di ricreazione. Libro secondo n L’ore di ricreazione. Libro terzo n Apparati n Bibliografia n Indici