65. Carlo Godi

Bandello

Narratori e dedicatari della prima parte delle Novelle

1996, 416 pagine, L. 60.000

 

Singolari novelle quelle di Matteo Bandello: non solo per le tormentate vicende della loro scrittura e per la flessibile e variata articolazione della loro forma narrativa, ma anche per l’originale impianto che ne fonda la possibilità stessa di essere performativamente raccontate: ciascuna novella è preceduta da una lettera di dedica e ciascuna ha un suo narratore.

Questo sistema dell’enunciazione narrativa secondo Bandello non è fittizio: novella dopo novella, per 214 volte, lo strutturale gioco delle parti tra dedicatario e narratore propone personaggi esemplari (nell’economia dei rapporti dell’autore, ma non solo) della società e della storia italiana di primo Cinquecento, come pure in questa stessa società e storia sono radicati tutti gli elementi costitutivi della narrazione (tempo, spazio, personaggi, vicende).

Una società e una storia, in sintesi, compiutamente cortigiane. Per questo suo impianto il libro delle Novelle istituisce una fittissima trame di riferimenti e di notizie di straordinario e autonomo valore documentario e informativo sull’Italia di primo Cinquecento: tale da raddoppiare certamente la loro altissima validità narrativa.

Questo libro descrive e riscontra minuziosamente il radicamento storico dell’universo narrativo delle Novelle bandelliane, proponendo – novella dopo novella, lungo tutta la prima parte – il doppio, simbiotico, ritratto del dedicatario e del narratore: ricostruito e delineato con un formidabile e originalissimo lavoro di documentazione bibliografica e archivistica, e orientato a produrre la trama delle relazioni famigliari e di servizio che ciascun dedicatario e narratore attiva nella sua esperienza biografica (e non solo con Bandello).

Già da questo primo volume si profila, quindi, una vera e propria galleria di tutti i protagonisti delle Novelle, sia dei testi che dei paratesti: recuperata e restaurata con straordinaria perizia erudita e pazienza archeologica, sino a costruire un vastissimo repertorio biografico degli italiani del primo Cinquecento, riconoscibile e consultabile attraverso un altrettanto vastissimo indice dei nomi.