66. Giancarlo Mazzacurati

Rinascimenti in transito

1996, 236 pagine, L. 36.000

 

Rinascimenti in transito: un plurale e il suo movimento, attraverso un ampio e rappresentativo repertorio di figure e di esperienze della grande cultura italiana del Cinquecento, in grado di rappresentare "la moltiplicazione degli archetipi, i transiti, le trasformazioni" nella storia del classicismo rinascimentale. Dalla Firenze laurenziana, dall’archetipico luogo di fondazione del Rinascimento monotipico e monocentrico, questo libro muove alla descrizione analitica delle esperienze dei grandi protagonisti dell’area padana (e di Ferrara, in particolare): Boiardo, Ariosto, Tasso, per poi confrontarsi con il paradigma della "crisi" italiana e dei testimoni della sua diaspora, presto dispersi sull’area europea: Alamanni, Scaligero, Castelvetro; giungendo sino a Tassoni.

Scrittori della straordinaria disseminazione del Rinascimento, delle sue diverse forme e fenomenologie, del suo strenuo interrogarsi sugli statuti della comunicazione estetica e dei comportamenti etici, del suo irriducibile confrontarsi sui modelli e i loro possibili canoni, eccetera, sino all’esplodere della grande querelle che si interroga sul rapporto (e il primato) tra i Moderni e gli Antichi, sull’ampia scena, ormai, di una cultura europea compiutamente "nazionale" ma senza frontiere.

Non avrebbe potuto essere più radicale la messa in questione dell’ostinato paradigma del Rinascimento: liberato dalla tela di ragno grazie alle sue articolazioni al plurale e alle dinamiche. Per disfarla, Giancarlo Mazzacurati ha speso tutta la sua vita di studioso della tradizione letteraria italiana (almeno nella sua parte di modernista, senza dimenticare la complessa doppia partita aperta sull'altro fronte che occupò appassionatamente gli ultimi suoi anni: quello della grande tradizione del romanzo europeo): come documentano i suoi libri più "libri", da Misure del classicismo rinascimentale (1967) a Conflitti di culture nel Cinquecento (1977), sino alla rimeditata sintesi consegnata al Rinascimento dei moderni (1985).

Dalla fondazione alla diaspora, dalla nascita cortigiana alla trasformazione in topica universale, in lessico europeo: l’intera storia della cultura dell’Antico regime trova negli studi di Giancarlo Mazzacurati l’adeguato profilo problematico, sempre in bilico tra discontinuità e continuità.

Indice

1. Storia e funzione della poesia lirica n 2. Le carte del Boiardo (giochi d’amore e di tarocchi) n 3. Varietà e digressione. Il laboratorio ariostesco nella trasmissione dei "generi" n 4. Dall’eroe errante al funzionario di Dio n 5. 1528-1532: Luigi Alamanni, tra la piazza e la corte n 6. Giulio Cesare Scaligero e l’istituzione del poeta n 7. Aristotele a corte: il piacere e le regole (Castelvetro e l’edonismo) n 8. Alessandro Tassoni e l’epifania dei "moderni"

Appendice

La disseminazione dei "rinascimenti" n Bibliografia degli scritti di Giancarlo Mazzacurati n Nota editoriale n Indice dei nomi