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Bodo GuthmüllerMito, poesia, arte
Saggi sulla tradizione ovidiana nel Rinascimento
1997, 356 pagine, L. 60.000
La grande tradizione delle Metamorfosi di Ovidio forma in profondità limmaginario europeo: il suo repertorio di "favole antiche", tra Medioevo e Rinascimento, è la più diffusa e stabile grammatica di riferimento per i poeti e per i pittori, per i loro ammiratori e lettori. Una grammatica formidabilmente attiva nelleconomia comunicativa del riuso classicistico: per raccontare storie, per produrre figure; tradotta, adattata, manipolata, restituisce ai Moderni lesemplarità straordinaria e il valore perenne dei miti e degli dei e degli eroi Antichi, la bellezza (narrativa e allegorica) dei loro amori, delle loro drammatiche trasformazioni.
Indice
Introduzione n 1. Il mito della metamorfosi nellInferno di Dante n 2. Concezioni del mito antico intorno al 1500 n 3. Giovanni del Virgilio e la tradizione in volgare delle Metamorfosi di Ovidio: il mito di Marsia n 4. Francesco Alegre e lItalia: considerazioni su Los quinze libres de Transformacions del poeta Ovidi n 5. Le Metamorfosi di Ovidio in forma di romanzo n 6. Letteratura nazionale e traduzione dei classici nel Cinquecento n 7. Di nuovo sullOrfeo del Poliziano n 8. Mito e legittimazione del potere nella festa di corte n 9. Cantari cinquecenteschi di argomento mitologico n 10. Picta poesis ovidiana n 11. Un curioso caso di censura dimmagini: le illustrazioni ovidiane del 1497 n 12. Immagine e testo nelle Trasformazioni di Ludovico Dolce n 13. Tintoretto e Ovidio: il problema dei testi mediatori n 14. Iconografia e iconologia della Sala dei Giganti di Giulio Romano n 15. Europa. Mito antico e continente n Indice dei nomi n Figure mitologiche, bibliche, letterarie n Personaggi storici