a cura di Carlo Ossola
1980, 300 pagine, L. 45.000
Di questo testo capitale nella storia culturale europea dancien régime (uno dei pochi testi davvero "europei" della nostra tradizione), si analizzano le componenti, ideologiche e simboliche, tuttaltro che omogenee. Un testo contraddittorio, ambiguo, lacerato, eppure di efficacia eccezionale: perché produce un modello forte oltre le fratture e le aporie del proprio testo, perché attiva una dinamica di "scena". Tra "sprezzatura" e "simulazione", sotto il segno dominante della "grazia" "regula universalissima" si gioca il rapporto tra la Corte e il Cortigiano: di questo Cortegiano, di tutti i cortigiani. Un testo che è in grado di attivare tutta una serie di discorsi secondi: sui vecchi, sulla donna, sulla follia, di coinvolgere spazi urbani differenziati (Urbino, Roma, Madrid, eccetera). Gli interventi raccolti in questo volume aprono diversi e originali piani di lettura di un testo che sta sempre più stretto nella rituale etichetta di "idealizzazione rinascimentale".
Indice
I
Il libro del Cortegiano: forma, ideologia, ricezione
Carlo Ossola, Il libro del Cortegiano: esemplarità e difformità n Piero Floriani, Il dialogo e la Corte nel primo Cinquecento n Luisa Mulas, Funzioni degli esempi, funzione del Cortegiano n Giulio Ferroni, Sprezzatura e simulazione n Giancarlo Mazzacurati, Percorsi dellideologia cortigiana
II
Nel mito di Urbino: Bembo e Castiglione
Guglielmo Gorni, I mito di Urbino dal Castiglione al Bembo n Giorgio Dilemmi, Il Bembo "cortegiano"
III
Alcuni temi e altri "ragionamenti": i vecchi, le donne, la follia, la scrittura
Marina Beer, Le maschere del tempo nel Cortegiano n Giuseppa Saccaro Battisti, La donna, le donne nel Cortegiano n Marco Ariani, Per una semantica della "pazzia" rinascimentale: i "folli ragionamenti" nel Libro del Cortegiano n Luciana Borsetto, Il libro del Cortegiano: una codificazione del "recitare", un emblema della scrittura n Indice dei nomi.