89. La redazione manoscritta del
         "Libro de natura de amore" di Mario Equicola

a cura di Laura Ricci

1999, 635 pagine, L.70.000

 

Il Libro de natura de amore, edito nel 1525 dopo una lunga gestazione e vari passaggi redazionali, costituisce l’opera più rappresentativa della poliedrica fisionomia intellettuale di Mario Equicola. Umanista e autore in volgare, studioso eclettico e brillante uomo di corte, Equicola riversò infatti nel suo trattato sull’amore i frutti di una vasta erudizione acquisita nel corso di una formazione itinerante (dalla nativa Alvito, nel basso Lazio, alla Mantova dei Gonzaga, attraverso Napoli, Roma, Firenze Ferrara).

Il testo qui proposto riproduce l’inedita redazione manoscritta del Libro (ms. N.111.10 della Biblioteca Nazionale di Torino), sensibilmente diversa nella struttura, nei contenuti, nella facies linguistica dalla versione definitiva della princeps. Il manoscritto, autografo e con varianti d’autore, è senz’altro la testimonianza più utile per ricostruire la posizione di Equicola, sostenitore della "teoria cortigiana" e fiero oppositore del classicismo bembiano, nella cinquecentesca questione della lingua. Inoltre, la redazione manoscritta, meno prudente della stampa su alcune tematiche, consente di chiarire, e per certi aspetti di correggere, gli intenti culturali dell’opera, tradizionalmente ricondotta al filone dominante del neoplatonismo rinascimentale.

Indice

Introduzione n 1. Il Libro de natura de amore: genesi tradizione testuale n 2. La cultura filosofica e letteraria n 3. Mario Equicola e la lingua cortigiana romana n 4. Note linguistiche n 5. Aspetti sintattici e stilistici n Nota al testo n Libro de natura de amore (dal ms. N.III.10 della Biblioteca Nazionale di Torino) n Glossario n Indice dei nomi n Bibliografia