96. Maria Antonietta Cortini, Luisa Mulas
Selva di vario narrare
Schede per lo studio della narrazione breve nel Seicento
2000, 588 pagine, L. 75.000
La "decadenza" che, fino a tempi non lontani veniva deprecata
nella letteratura italiana del Seicento, ora, più credibilmente, viene descritta come una
profonda metamorfosi connessa con i grandi rivolgimenti culturali del secolo. Mentre il
poema resiste solo nel suo rovesciamento eroicomico, l'epos avventuroso prende nuova forma
nel romanzo. La commedia e la tragedia cedono il campo e la scena alla tragicommedia nella
sua fortunata versione pastorale. La lirica, uscita dalla fissità peetrarcheggiante,
riscopre tutta la gamma tematica e metrica che era stata sua presso gli antichi. Nessuno
dei generi letterari tradizionali sembra escluso, insomma, da un possente e sia pur
lutulento impulso metaforico.
Ma se allo studio delle dinamiche e delle ragioni che trasformano i generi maggiori non è
più d'impaccio quel pregiudizio di decadenza, esso sembra ancora pesare senza remissione
sulla novella seicentesca. Perduto il suo smalto boccacciano, essa appare indegna della
sua tradizione e, conseguentemente, di un'attenzione critica pari a quella che si presta
alla novella cinquecentesca o ad altri generi seicenteschi. Questo libro si propone di
osservare il fenomeno della crisi della novella come uno degli aspetti del generale
rivolgimento che, a partire dal tardo Cinquecento, si verifica nelle forme e nella
destinazione d'uso della narrazione breve, di cui la novella è una manifestazione
storica. L'uso massiccio e polivalente che la letteratura seicentesca fa della narrazione
breve, se da un lato ne conferma la resistenza e la versatilità funzionale, dall'altro
sembra offrire non pochi indizi a chi voglia dipanare l'intricata matassa culturale del
secolo XVII.
È un intrico che si sottrae a qualunque semplificazione sociologica, ideologica,
psicologica. Perciò, per non far torto né all'intelligenza del lettore, né alla fatica
delle autrici, questo libro espone, quasi in un catalogo, la multiforme eppur coerente
varietà del materiale raccolto: non solo libri di novelle o di favole o di esempi o di
"detti e fatti", ma anche libri di "varia historia" erudita o
pseudo-erudita o miracolosa, trattati teologici, politici, morali, scientifici,
pedagogici, conversazioni accademiche, libri di passatempo, dialoghi filosofici, libri di
viaggio, raccolte di epistole o di vite o di prediche, manuali di comportamento, prontuari
di medicina o di giurisprudenza, libelli polemici, e quant'altri testi, in diverso modo e
misura e con diverse finalità, esibiscano o dissimulino tra le loro pagine racconti
brevi.
Una "selva", insomma, che si specchia con un certo compiacimento barocco nei
testi descritti e, come quelli, concede al lettore la libertà di aggirarsi per i suoi
meandri in un gratuito, e speriamo non spiacevole vagabondaggio, o alla ricerca di vie
interpretative diverse da quelle proposte nei discorsi introduttivi.
Indice
Maria Antonietta Cortini, La narrativa breve nel Seicento. Preliminari n Luisa Mulas, Dalla favola all'Historia e ritorno n Schede n Indici dello schedario n Indice degli autori n Indice degli stampatori, editori e librai n Indice dei luoghi di stampa n Indice cronologico n Indice dei nomi