Le parole che noi usiamo.
Categorie storiografiche e interpretative dell’Europa moderna.

(Roma, 8-10 dicembre 2005)

Europa delle Corti.
Centro di studi sulle società di Antico regime

Università degli studi di Roma "La Sapienza"
Dipartimento di Italianistica e Spettacolo
Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea

 

 

L’attuale congiuntura degli studi sulla storia istituzionale e culturale dell’Europa moderna si presenta molto ricca e articolata, con un orizzonte di riferimento che è ormai di scala planetaria. In particolare, sono rilevantissime le esperienze di ricerca che hanno profondamente innovato il nostro sguardo su questo periodo della storia continentale, portando alla ribalta strumenti, metodi, oggetti, pratiche, modelli essenziali per ricostruirne le dinamiche e i valori, convergendo sull’analisi delle radici stesse della Modernità, in quanto categoria concettuale e crogiuolo di formazione di tante "radici" dell’Europa contemporanea.

Il Seminario vuole mettere a confronto la tradizione degli studi italiani con il quadro più rappresentativo della ricerca internazionale, in senso rigorosamente multidisciplinare, procedendo all’analisi comparata delle più recenti esperienze di ricerca nei diversi campi (storico istituzionale e politico, storico culturale e artistico, storico religioso, eccetera), e soprattutto delle parole (cioè, le categorie di periodizzamento e di interpretazione) che usiamo nel nostro lavoro quotidiano per raccontare la complessità di una storia che sfugge alle troppo ottimistiche semplificazioni del secolo scorso.

Se, infatti, la storiografia del Novecento è stata segnata dalla priorità di definire se e come l’età moderna si costituisse consapevolmente come discontinuità e rottura nei confronti del Medioevo (che è categoria primaria elaborata proprio per immediata correlazione con il Rinascimento), e quindi come descrizione analitica dei suoi fattori costitutivi e propri, anche con una fortissima accentuazione della trama ideologica del suo proporsi come interpretazione del senso generale di questa storia (nel senso idealistico, sia storicistico che marxista: la transizione al capitalismo, a esempio; o l’età moderna come "decadenza", nello specifico caso italiano), oggi di questo intenso percorso poco o nulla sopravvive sia nelle pratiche storiografiche e interpretative, che nei loro modelli e metodi. Per non parlare della rilevanza "confessionale" (e, di nuovo, ideologica) della storiografia che si è occupata di Riforma e Controriforma (o Riforma cattolica), o che ha scelto, allora, di privilegiare la storia degli eretici.

Lo dimostra in primo luogo l’impiego della categoria di "Antico regime", sempre più funzionale alla descrizione analitica di quanto è stato proprio e costitutivo di società di ordini e di ceti, e soprattutto aristocratiche. Ne è significativo riscontro questo semplice fatto: quando il Centro di studi "Europa delle Corti" avviò, ormai trenta anni fa, la propria attività, il suo avere scelto la Corte come campo di riferimento primario suscitò anche scandalizzate reazioni; oggi, invece, lo studio della Corte, del suo sistema istituzionale, della sua economia, delle sue rappresentazioni simboliche (il cerimoniale, a esempio) è al centro degli interessi, un po’ ovunque nel mondo, con una bibliografia sempre più estesa e ricca, in tutte le lingue.

Nel nuovo sguardo sull’Europa moderna non c’è solo la Corte: basti considerare, a esempio, il rovesciamento radicale, da valore negativo a valore positivo, di categorie come "Barocco"; o la scoperta dell’economia di consumo di beni di qualità e del mercato dell’arte, in termini ben diversi dal consueto patronage; o le innovative prospettive di una storia delle pratiche religiose autonoma dalla tradizionale storia delle Chiese; o le indagini di antropologia culturale sulla nascita delle buone maniere e della conversazione; eccetera.

Rispetto a tanti altri settori della ricerca ormai internazionalizzata con altissimi standard di specializzazione, in questo specifico campo, proprio per la debolezza strutturale che connota tutta l’area umanistica, sono tanto più evidenti i rischi del frazionamento, se non della polverizzazione, e più ancora i rischi di autonome derive di scuole "nazionali".

Il Seminario intende raccogliere per due giorni di intenso lavoro di confronto e di scambio di esperienze un gruppo selezionato di studiosi di diverse discipline e di diverse tradizioni: storici delle istituzioni e della società, storici della letteratura e dell’arte, storici della filosofia e della musica; italiani, tedeschi, spagnoli, francesi, inglesi, statunitensi.

L’obiettivo del Seminario non intende limitarsi a questo. È più difficile, perché ambizioso: saggiare se e come è possibile porre le basi, cominciando dal lessico concettuale, di una storia europea della modernità che possa diventare comune e condivisa.

 

Segreteria del convegno
e-mail segretario@europadellecorti.it


Programma

 

Giovedì 8 dicembre, ore 15
Sala convegni dell'Hotel Villa Morgagni (via Morgagni, 25)

 

1. Rinascimento

Papers: Luca Molà, Amedeo Quondam
Discussants: Claudia Cieri Via (le categorie dell’arte), Giulio Ferroni (clas-sicismo e anticlassicismo), Franco Piperno (le categorie della musica), Evelyn Welch (consumismo) 

 

2. Corte - Principe

Papers: Marcello Fantoni, José Martinez Millan
Discussants: Suzanne Butters, Chiara Continisio (principe), Stefano Lorenzetti (la musica a corte), Raffaella Morselli, Elena Riva (dispotismo illuminato)

 

 

Venerdì 9 dicembre, ore 9
Sala delle teleconferenze, Rettorato della Sapienza

 

3. Riforma – Controriforma

Papers: Simon Ditchfield, Gianvittorio Signorotto
Discussants: Guido Baldassarri (la letteratura), Santo Burgio (Umanesimo cristiano), Flavio Rurale (gli ordini religiosi)

 

4. Decadenza – Barocco

Papers: Helen Hills, Aurelio Musi
Discussants: Andrea Battistini, Manfred Hinz, Andrea Spiriti

 

 

Venerdì 9 dicembre, ore 14
Sala delle teleconferenze, Rettorato della Sapienza

 

5. Stato moderno – Antico regime

Papers: Humfrey Butters, Giovanni Muto
Discussants: Renata Ago (feudalesimo), Eugenio Bartoli (piccoli stati), Carlo Vecce (periodizzamenti letterari), Maria Antonietta Visceglia (fazioni)

6. Città

Papers: Alison Brown, Donatella Calabi
Discussants: Laura Casella (patriziato), Augusto Gentili (Venezia), Giovanna Potestà (centralità urbane)

 

 

Venerdì 9 dicembre, ore 18,30
Sala delle teleconferenze, Rettorato della Sapienza

Assemblea del Centro Studi Europa delle Corti

 

 

Sabato 10 dicembre, ore 9
Sala delle teleconferenze, Rettorato della Sapienza

7. Identità

Papers: Francesco Benigno, Gerard Delille
Discussants: Daniela Frigo, Marco Bellabarba, Fausta Gallo, Marco Meriggi

 

8. Cavaliere - Gentiluomo

Papers: Mario Domenichelli, Leandro Ventura
Discussant: Simona Costa (l’autobiografia), Pasquale Guaragnella (la malinconia)